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Le farfalle non vivono nel ghetto

Le farfalle non vivono nel ghetto

Voci e canti dal lager di Terezin

A cura di Associazione Culturale Elicriso

Dalla fine del 1941 alla liberazione nella città-ghetto di Terezin soggiornarono più o meno a lungo gli ebrei cecoslovacchi destinati al campo di sterminio di Auschwitz.
Tra di loro 15.000 tra bambini e giovinetti, meno di cento dei quali riuscirono a sopravvivere. Del loro passaggio a Terezin è rimasta una commovente testimonianza, rappresentata da alcune migliaia di disegni e qualche decina di poesie. Da tali documenti, che furono oggetto di affettuoso studio da parte di psicologi, letterati ed artisti, traspare una maturità di pensiero straordinariamente precoce, la straziante consapevolezza di un destino inesorabile, e soprattutto il disperato, insopprimibile anelito alla vita delle giovani vittime. Nella maggior parte dei versi, già di per sé toccanti per i motivi ispiratori e la vicenda umana che sottintendono, sono presenti valori poetici autentici, che stupiscono per l’altissimo, imprevedibile livello di forma e linguaggio e la sconvolgente capacità espressiva.


In questa lettura-concerto le poesie dei bambini di Terezin sono incastonate in alcune bellissime pagine di musica che attingono dal repertorio popolare italiano e dalla tradizione ebraica: dai canti chassidici, in Yiddish, a quelli degli ebrei sefarditi (dalla Spagna e dalla ex Yugoslavia), ad alcuni canti religiosi in lingua ebraica. In questa musica incontriamo temi e registri diversi: la nostalgia per un amore lontano, la gioia del matrimonio, la preparazione ad importanti feste come Pesah e Purim, la lode e la gratitudine verso Dio. La varietà sia musicale che linguistica di questi canti è testimonianza della presenza errante degli ebrei in molti luoghi del mondo. La barbarie nazifascista si riversò anche verso un altro popolo errante, quello Rom. Fabrizio De Andrè nel suo brano Khorakanè ha saputo raffigurare con alcune semplici e vivide immagini la vita quotidiana di questo popolo e la tragedia che condivise con gli ebrei. Le parole del grande poeta e cantautore genovese aprono e chiudono lo spettacolo, dando un messaggio che trascende la canzone e diventa universale: chi resta ha il compito di ricordare.

Interpreti:

Andrea Giuntini: Voce recitante

Ilaria Savini: Voce

Simone Faraoni: Pianoforte*, Voce, Fisarmonica, Percussioni

Musica popolare, una rilettura d’autore

Mercoledì 15 Gennaio ore 17:00 presso la biblioteca di Montelupo

(Piazza Vittorio Veneto, 10, Montelupo Fiorentino)

Concerto

con

Ilaria Savini: voce

Simone Faraoni: tastiera, fisarmonica, voce

Un viaggio fra le musiche popolari di Inghilterra e Francia (con le Folk songs di Britten), Spagna (con le Canciones populares españolas trascritte da Garcia Lorca e con alcuni bellissimi canti sefarditi), Italia (dalla Toscana, alla Campania, alla Sicilia).

Il concerto è promosso dall’AUSER ed è ad ingresso libero.

Vi aspettiamo!

Un Gramsci mai visto

Domenica 30 Giugno

i Vincanto avranno  il piacere di suonare nello spettacolo “Un Gramsci mai visto“, di e con Angelo D’Orsi, tratto dall’omonimo libro, al Festival Settembre Rosso, che si terrà al Parco di Serravalle di Empoli. Angelo D’Orsi

è stato ordinario di storia del pensiero politico all’Università di Torino, ha studiato molto Gramsci e ha recentemente pubblicato un libro su di lui intitolato “Gramsci. Una nuova biografia“, da cui è tratto lo spettacolo.

A recitare è proprio lui ed è bravissimo!

Consigliatissimo cenare in loco prima dello spettacolo nell’ottimo spazio ristorante.

Qui tutte le info.

 

Canti popolari: una rilettura d’autore

Un nuovo programma di musica classica ispirata alla musica popolare realizzato insieme a Simone Faraoni, pianista con il quale collaboro da 15 anni proprio nel mio gruppo di musica popolare, i Vincanto.

Il tutto impreziosito dalle percussioni di Ettore Bonafè che ci fa il regalo di partecipare.

Canti Popolari: una rilettura d’autore

Domenica 19 Novembre

ore 18:00

Presso la sede dell’associazione Prima Materia a San Quirico in Collina, Via Poppiano 100

(Comune di Montespertoli, a 10 minuti dall’uscita FI-Pi-LI di Ginestra)

Ilaria Savini – Voce

Simone Faraoni – Pianoforte

Con la partecipazione straordinaria di Ettore Bonafè alle percusssioni

Un vero e proprio viaggio fra i canti popolari di Inghilterra, Scozia, Irlanda, Repubblica Slovacca, Grecia, Francia e Spagna così come sono stati riletti da tre grandi compositori del novecento (Britten, Bartok e Ravel) e da un grande poeta come Federico Garcia Lorca.

lasciandovi trasportare potrete sentire canti in Inglese, Francese, Spagnolo e Ungherese, assaporare sonorità diverse e ascoltare storie storie d’amore e Ninne Nanne, storie di re e pastorelle, storie di impavidi bardi guerrieri e umili filatrici di lana…un concerto da non perdere con un finale esplosivo!

Al termine se vorrete potrete prendere un aperitivo con i musicisti, a soli due euro.

Il ricavato del concerto (biglietti e aperitivo) sarà interamente devoluto alle spese per il “Progetto sede” dell’associazione “Prima Materia”.

 

 

L’elleboro, la verga d’oro e la bulla sul cuore

L’Elleboro la Verga D’oro e la bulla sul cuore
Il racconto di Ache l’ostetrica di Poggio Colla

lettura teatrale a cura di Archeologia Narrante
Direzione scientifica, Giuseppina Carlotta Cianferoni
Testo, Simone Bellucci

interpreti:
Ache, Gianna Deidda
Marianna,
Benedetta Torrini
Archeologa,
Giuseppina Carlotta Cianferoni
Musiche ed effetti sonori, Simone Faraoni, Ilaria Savini e Coro Mnemosine

Presso Museo Archeologico Artimino Francesco Nicosia

Piazza San Carlo, 3, 59015 Artimino, Toscana, Italy

INGRESSO LIBERO
seguirà visita guidata alla Mostra IL LUOGO DI UNI. Poggio Colla , un santuario etrusco nel Mugello.

 

Note di Toscana: diario di un moderno viaggiatore antico

 Lunedì 3 luglio ore 21:30

presso il Giardino della Cisterna a San Miniato (Via Conti 44)

nell’ambito della LXXI festa del Teatro

Note di Toscana: diario di un moderno viaggiatore antico

PRIMA ASSOLUTA.
Di e con Francesca Breschi e Vincanto

Un antico taccuino di viaggio, capitato chissà come in nostro possesso, ci trasporta per strade poco frequentate di una Toscana antica: si tratta del diario che un viaggiatore d’altri tempi ha voluto consegnare nelle nostre mani; un quaderno dove, con grande cura e amore, è annotata ogni pietra, ogni storia, ogni voce, ogni canto…”Ogni paese ha il suo vento”, dice Curzio Malaparte,” ogni terra ha il suo modo di respirare…” Ed ecco che improvvisamente ci trasformiamo noi stessi in moderni viaggiatori antichi col compito di narrare quel respiro di Toscana: diamo dunque vita a quell’antico quaderno che racchiude storie di Santi (come San Miniato e San Giovanni Battista, entrambi patroni di Firenze in epoche diverse) e di minatori, di poeti e contadini; di canti di confraternita e canti d’osteria, di donne sventurate e di piccoli soldatini mandati a morire al fronte, di feste a corte e canti sull’aia, di lavoratori stagionali che partono e
non sanno se torneranno…

Per INFO sui biglietti e prenotazioni: http://www.drammapopolare.it

Lunedi 19 ore 9,30 apertura biglietteria per prenotazioni e informazioni
0571400955

Butta la bomba bel musin

Butta la bomba bel musin

martedì 22 Novembre ore 21:15

Cinema La Perla, via de’ Neri 5, Empoli

Evento promosso, organizzato e sostenuto dal Comune di Empoli nella settimana della giornata contro la violenza sulle donne.

All’ingresso sarà possibile lasciare un’offerta che sarà devoluta al Centro Aiuto Donna Lilith di Empoli.

Con il patrocinio delle associazioni:
Sezione soci coop Empoli, Porte Aperte, Lilith, Acqua in gabbia
Empoli jazz, Astro, Astro dragon ladies, Auser, Spi, Cgil, Fidapa,
Plantago, Imagine, La Valigia Blu.

Lo spettacolo…

Un invito sopra le righe ad andare un po’ dentro le righe.

Un locale notturno, il “Pink Pig”. Due ciniche musiciste jazz si trovano loro malgrado a dover ascoltare i problemi della signorina V, una donna delle pulizie apparentemente un po’ svampita, afflitta da uno strano morbo che le fa a poco a poco perdere i cinque sensi e contro il quale c’è una sola medicina: il Calmadon.

La signorina V, che è la metà di V doppio, cerca la parte che gli manca. Dov’è la parte che manca a V per essere W? Nell’amica Wilma? Nel fidanzato Wolmer? Nel nonno Wilfredo? E dove sono finiti?

Un individuo, una donna, che perde i cinque sensi via via che la vita perde il suo senso. Gli abbandoni, le perdite, il senso opprimente di mancanza incombono su di lei lasciandola nervosa e vibrante a combattere con i repentini cambi d’umore. Nel gioco espressivo, in cui non mancano brividi di gelida consapevolezza, l’ironia mitiga il sentore di perdita che aleggia nel testo.

Musica e sarcasmo si intrecciano in un racconto dai ritmi mozzafiato. Così tra uno standard jazz e l’eco di antichi canti popolari libertari le tre donne si avvicineranno sempre di più, fino quasi a fondersi, senza però perdere ognuna se stessa e la propria solitudine. La risposta ironica che tinge di assurdo le esagerate ormai banali e comuni risposte del reale.

Come una funambola nel circo della vita la protagonista salta sul trapezio, senza rete e senza bugie…gettando uno sguardo sul mondo che ci circonda e che a volte ci affonda.

Lo spettacolo trae ispirazione da “La misteriosa scomparsa di W”, il comico, sferzante, dolente testo di Stefano Benni, che racconta di V semplice e di W doppio, una parte che cerca il suo tutto.

Katia Frese: voce recitante, sperimentazione sonora, oggetti surreali

Ilaria Savini: canto, presenze surreali

Susanna Crociani: fiati, superpresenze surreali

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