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Saluteremo il signor padrone

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Domenica 16 ottobre 2016, ore 18
Saluteremo il signor padrone”.
I Vincanto cantano il lavoro nel novecento.
Nell’ambito della Rassegna “Moment Musicaux”,
orga

nizzata dall’ass. Prima Materia,
nella sua sede, presso la ex scuola elementare di San Quirico in Collina (Montespertoli)
Ingresso 8 euro
ridotto (minori e studenti) 5 euro

biglietto nucleo familiare 20euro
E dopo, per chi vuole, aperitivo dopo concerto (a 2 euro)

Il ricavato dei biglietti sarà interamente devoluto a sostenere le attività di Prima Materia ed in particolare il progetto Sede.

 

Vincanto:

Ilaria Savini-voce

Alessandro Cei-Chitarra e voce

Simone Faraoni-Fisarmonica e voce

 

www.vincantomusica.it


SALUTEREMO IL SIGNOR PADRONE
Concerto dedicato ai canti di tradizione orale italiana legati al lavoro.
I Vincanto (trio composto da Alessandro Cei, Ilaria Savini e Simone Faraoni) interpretano brani del lavoro e sul lavoro, in un viaggio in cui sono protagoniste le voci dei tre interpreti, lasciate nude o accompagnate dalla chitarra, dalla fisarmonica e dalle percussioni.
Canti nati nei campi, sotto il sole che tramontava sempre troppo presto per il padrone e sempre troppo tardi per chi vedeva la sua giornata lavorativa scandita da esso, un tema che troviamo in Toscana come in Sicilia, in Pianura Padana come in Lazio. Canti che profumano di mare, come quelli dei battipali della laguna veneta, quelli delle saline e delle tonnare siciliane e canti bruciati dal sole come quelli dei mietitori maremmani e delle tabacchine salentine. Molti sono i canti che raccontano il lavoro delle donne, come le mondine e le filerine, memoria della loro condizione e delle loro lotte per i diritti di tutti.
“Saluteremo il signor padrone” racconta la protesta, la voglia di riscossa e di giustizia sociale, dagli scioperi per le otto ore in risaia fino a canti nati nel dopoguerra, come quello che testimonia l’occupazione delle Officine Reggiane.
Una serata per riflettere sul lavoro ma anche sulla sua mancanza, sull’emarginazione data dall’esserne privi, che spesso costringeva ad emigrare verso terre sconosciute ed ostili, ieri come oggi.

 

MM 16 ottobre 2016 – Saluteremo il Signor Padrone.jpg