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Saluteremo il signor padrone

Fondazione Istituto Dramma Popolare
di San Miniato
nell’ambito delle iniziative della
49° Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco di San Miniato

Sabato 16 novembre 2019 ore 21,15
Chiesa di San Rocco – Piazza Bonaparte – San Miniato
Ingresso libero

Saluteremo il signor padrone

Il lavoro nei canti del popolo italiano

Un concerto dedicato ai canti di tradizione orale italiana legati al lavoro.

Contadini, minatori, pescatori, battipali, mondine, filerine, tabacchine…mestieri oggi in gran parte dimenticati ma che troviamo raccontati nei canti a noi tramandati, spesso cantati proprio durante il lavoro per scandirne le fasi, dare un ritmo, sopportare meglio la fatica.

Molti canti sono dolenti lamenti per le condizioni tragiche nelle quali i lavoratori si trovavano ad operare, o, al contrario, raccontano momenti di rivolta e riscatto, tentativi di modificare l’ordine delle cose. Così in questo viaggio incontriamo canti nati nei campi, sotto il sole che tramontava sempre troppo presto per il padrone e sempre troppo tardi per chi vedeva la sua giornata lavorativa scandita da esso (un tema che troviamo in Toscana come in Sicilia, in Pianura Padana come in Lazio), canti che profumano di mare come quelli dei battipali della laguna veneta, quelli delle saline e delle tonnare siciliane, canti bruciati dal sole come quelli dei mietitori maremmani e delle tabacchine salentine. Molti sono anche i canti al femminile, come quelli delle mondine e delle filerine in pianura Padana, testimonianza viva delle loro durissime condizioni di lavoro e delle loro lotte per i diritti di tutti.

Saluteremo il signor padrone racconta la protesta, la voglia di riscossa e di giustizia sociale, dagli scioperi di inizio novecento per le otto ore in risaia alla storia del sindacalista siciliano Panepinto, ucciso dalla mafia nel 1911, ai canti nati nel dopoguerra, come quello che tiene viva la memoria sulla tragedia della miniera di Ribolla, avvenuta nel 1954 in provincia di Grosseto.

Protagoniste indiscusse le voci, lasciate nude o accompagnate dalla chitarra, dalla fisarmonica e dalle percussioni, per raccontare un passato vicino ma spesso dimenticato nella nostra società dove ancora troppo spesso si muore di lavoro.

Ilaria Savini, voce

Alessandro Cei, voce e chitarra

Simone Faraoni, voce e fisarmonica

Saluteremo il signor padrone

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Domenica 16 ottobre 2016, ore 18
Saluteremo il signor padrone”.
I Vincanto cantano il lavoro nel novecento.
Nell’ambito della Rassegna “Moment Musicaux”,
orga

nizzata dall’ass. Prima Materia,
nella sua sede, presso la ex scuola elementare di San Quirico in Collina (Montespertoli)
Ingresso 8 euro
ridotto (minori e studenti) 5 euro

biglietto nucleo familiare 20euro
E dopo, per chi vuole, aperitivo dopo concerto (a 2 euro)

Il ricavato dei biglietti sarà interamente devoluto a sostenere le attività di Prima Materia ed in particolare il progetto Sede.

 

Vincanto:

Ilaria Savini-voce

Alessandro Cei-Chitarra e voce

Simone Faraoni-Fisarmonica e voce

 

www.vincantomusica.it


SALUTEREMO IL SIGNOR PADRONE
Concerto dedicato ai canti di tradizione orale italiana legati al lavoro.
I Vincanto (trio composto da Alessandro Cei, Ilaria Savini e Simone Faraoni) interpretano brani del lavoro e sul lavoro, in un viaggio in cui sono protagoniste le voci dei tre interpreti, lasciate nude o accompagnate dalla chitarra, dalla fisarmonica e dalle percussioni.
Canti nati nei campi, sotto il sole che tramontava sempre troppo presto per il padrone e sempre troppo tardi per chi vedeva la sua giornata lavorativa scandita da esso, un tema che troviamo in Toscana come in Sicilia, in Pianura Padana come in Lazio. Canti che profumano di mare, come quelli dei battipali della laguna veneta, quelli delle saline e delle tonnare siciliane e canti bruciati dal sole come quelli dei mietitori maremmani e delle tabacchine salentine. Molti sono i canti che raccontano il lavoro delle donne, come le mondine e le filerine, memoria della loro condizione e delle loro lotte per i diritti di tutti.
“Saluteremo il signor padrone” racconta la protesta, la voglia di riscossa e di giustizia sociale, dagli scioperi per le otto ore in risaia fino a canti nati nel dopoguerra, come quello che testimonia l’occupazione delle Officine Reggiane.
Una serata per riflettere sul lavoro ma anche sulla sua mancanza, sull’emarginazione data dall’esserne privi, che spesso costringeva ad emigrare verso terre sconosciute ed ostili, ieri come oggi.

 

MM 16 ottobre 2016 – Saluteremo il Signor Padrone.jpg